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Una grande vittoria
Una vittoria di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Software Libero, del Progresso Scientifico, dello sviluppo dell'informatica e della tecnologica a favore dell'Umanita', una vittoria di coloro che hanno a cuore la difesa delle Liberta' digitali e dello stesso futuro dell'Europa! Il popolo della rete ha vinto una battaglia difficilissima, possiamo ancora affermare che l'Europa puo' rimanere un territorio di speranza, ove costruire un'ipotesi di vita diversa.

Il futuro puo' ancora essere una opportunita' e non una minaccia!

L'opera di informazione, sensibilizzazione e pressione che tutti insieme siamo riusciti a costruire è riuscita a compattare un fronte politicamente trasversale che ha rigettato le proposte di una burocrazia troppo sensibile dalle lobbies delle grandi corporation per lo piu' extraeuropee.

Continueremo a difendere un'idea di vita migliore, di convivenza, di democrazia, di partecipazione e condivisione, a promuovere e sperimentare una nuova forma dell'economia piu' sostenibile e solidale, rispettosa dei diritti e dei valori umani.
La direttiva è stata bocciata con 648 voti contrari e 14 favorevoli
http://linux-club.org/

- dal corriere.it:
«Si è arrivati a questo voto con posizioni diverse, ma c'è una collera collettiva e unanime per l'attitudine della Commissione e del Consiglio che hanno mostrato totale disprezzo e sarcasmo nei confronti delle scelte fatte dal Parlamento europeo in prima lettura», ha detto il relatore del progetto, un deputato socialista francese. È la terza volta che il Parlamento europeo respinge una direttiva del Consiglio e della Commissione.

La Commissione UE rispetta la bocciatura della direttiva e non presenterà una nuova proposta in merito. Lo ha detto Oliver Drewes, portavoce del commissario al Mercato interno, Charlie McCrewy. «È un esempio di democrazia a livello europeo», ha detto il portavoce.

Red Hat e Sun, il no del Parlamento vittoria per l'OpenSource
(ASCA) - Roma, 6 lug - Il no del Parlamento europeo alla direttiva sulla brevettabilita' dei software e' una chiara vittoria per la comunita' open source. Lo affermano in comunicato Red Hat e Sun Microsystems, che insieme alla Foundation for a Free Information Infrastructure (Ffii) si sono battute perche' il provvedimento proposto dalla Commissione europea venisse respinto ''nonostante la forte azione di lobbying della grande industria''. ''Questo risultato'', commenta Simon Phipps, responsabile dell'open source per Sun Microsystems, ''e' frutto della volonta' del Parlamento di garantire un mercato del software equilibrato, che dia uguale accesso a tutti gli operatori. ''L'azione del parlamento'', dichiara Mark Webbink, di Red Hat, ''dimostra che e' meglio non avere una legislazione piuttosto che subirne una cattiva, e che non c'e' alcuna connessione tra brevetti software e innovazione''.
red/sen/alf - www.asca.it

Le dichiarazioni di Cortiana e Pecoraro Scanio
Sono stati due anni di battaglia lunga, con centinaia di appelli contro la brevettabilità del software, decine di mozioni promosse dai Verdi nei Parlamenti nazionali, e quella che non esiteremmo a definire una delle più grandi mobilitazioni della storia europea. Oggi, grazie all'emendamento che abbiamo presentato insieme ad altri gruppi il Parlamento Europeo ha rigettato l'intera direttiva per la brevettabilità del software. Hanno vinto la dignità del Parlamento Europeo e la partecipazione intensa delle nostre università, delle nostre imprese, dei nostri cittadini contro pochi grandi gruppi che volevano drogare il mercato e mercificare la conoscenza. Dichiarano il sen. Fiorello Cortiana, delegato italiano al WSIS dell'ONU e il Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio Quello di oggi è un risultato enorme, frutto di un intenso lavoro per la libertà e per costruire la società della condivisione della conoscenza, ma va capitalizzato con un aspetto propositivo che raccolga le opportunità imprenditoriali , sociali e civiche del digitale e della sua connessione in rete: dopo questa vitale vittoria, che da fiato al nostro sistema delle imprese, dobbiamo avviare il processo che porta alla costruzione di una direttiva che valorizzi il software libero, le creative commons e la libera condivisione del sapere prosegue il sen. Cortiana. Questo voto è un buon viatico per il nostro intento di porre la questione dell'innovazione come strategica nel programma dell'Unione a partire dalle primarie dove questi temi di libertà sono incarnati dai Verdi e dalla mia candidatura. Conclude il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio
www.datamanager.it

Brevetti software, vince l'open source
Europarlamento, no ai brevetti per i software

da www.corriere.it (6 luglio 2005)
STRASBURGO - L'Europarlamento dice «no» alla direttiva sulla brevettabilità dei software. La proposta, frutto di un accordo tra Consiglio e Commissione europei, è stata bocciata con 648 voti contrari, 14 a favore e 18 astenuti. Trattandosi di una co-decisione in seconda lettura il no dei deputati fa ripartire da zero la procedura. La direttiva, sostenuta dalle grandi industrie, prevedeva un sistema di brevetti per proteggere l'invenzione che utilizza i programmi informatici e gli stessi programmi. Gli oppositori chiedevano invece che il brevetto fosse limitato alle invenzioni, lasciando il software di base senza protezione e quindi a disposizione degli altri utenti.
DISPREZZO E SARCASMO - «Si è arrivati a questo voto con posizioni diverse, ma c'è una collera collettiva e unanime per l'attitudine della Commissione e del Consiglio che hanno mostrato totale disprezzo e sarcasmo nei confronti delle scelte fatte dal Parlamento europeo in prima lettura», ha detto il relatore del progetto, un deputato socialista francese. È la terza volta che il Parlamento europeo respinge una direttiva del Consiglio e della Commissione.
NESSUNA NUOVA PROPOSTA - La Commissione UE rispetta la bocciatura della direttiva e non presenterà una nuova proposta in merito. Lo ha detto Oliver Drewes, portavoce del commissario al Mercato interno, Charlie McCrewy. «È un esempio di democrazia a livello europeo», ha detto il portavoce.

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Brevetti software, vince l'open source L'europarlamento boccia la direttiva
da repubblica.it (6 luglio 2005)
Con 648 voti contrari il no alla legge voluta dalle grandi industrie. La Commissione: "Così la democrazia, non presenteremo più la proposta"
Il Parlamento europeo chiude la porta in faccia alle grandi industrie sulla controversia dei brevetti dei software. Oggi la direttiva fortemente voluta dalle compagnie maggiori, frutto di un accordo tra Consiglio e Commissione europei, è stata bocciata con 648 voti contrari 14 a favore e 18 astenuti. Secondo le procedure Ue, trattandosi di una co-decisione in seconda lettura il no dei deputati fa ripartire da zero la procedura. Tuttavia la Commissione ha già annunciato che non farà una nuova proposta: "E' un esempio di democrazia a livello europeo", ha dichiarato il portavoce, spiegando che "la commissione rispetta la decisione del Parlamento".
La direttiva, sostenuta dalle grandi industrie, che hanno fatto un intenso lavoro di lobbyng, prevedeva un sistema di brevetti per proteggere l'invenzione che utilizza i programmi informatici e gli stessi programmi.
I sostenitori dei software così detti "open source", tra i quali figurano le piccole imprese, auspicano invece che i brevetti siano limitati alle invenzioni stesse, lasciando i software di base senza protezione e dunque a disposizione di altri utenti.
Le grandi industrie della tecnologia informatica, risultate oggi perdenti con il no dell'aula, sostengono da sempre i brevetti che,secondo le lobby industriali, agevolerebbero gli investimenti nella ricerca e metterebbero le invenzioni europee al riparo della concorrenza americana. "Si è arrivati a questo voto con posizioni diverse, ma c'è una collera collettiva e unanime per l'attitudine della Commissione e del Consiglio, che hanno mostrato totale disprezzo e sarcasmo nei confronti delle scelte fatte dal Parlamento europeo in prima lettura", ha detto il deputato socialista francese relatore del progetto. E' questa la terza volta che il Parlamento europeo respinge in modo totale una direttiva del Consiglio e della Commissione.

INTERVENTO DI VITTORIO AGNOLETTO DURANTE IL DIBATTITO PARLAMENTARE A STRASBURGO SUI BREVETTI SUL SOFTWARE.
Strasburgo 5, luglio 2005.
Al di la' delle dichiarazioni ufficiali, nell'articolo 2 e' stata inserita una variante che consente che la tutela brevettuale comprenda anche il software contenuto in uno strumento tecnico. Questa rappresenta la porta d'accesso alla brevettabilita' del software. E' come se un giorno fosse possibile brevettare scale, note, accordi. Se venisse brevettata la scala pentatonica, improvvisamente buona parte della musica blues violerebbe tale brevetto e tutti gli autori dovrebbero improvvisamente pagare royalties a chi lo avesse registrato. Sono gia' stati richiesti i brevetti per "idee"che tali non sarebbero, quali il click del mouse per svolgere un'azione, oppure l'operatore di diseguaglianza nel codice sorgente e altre idee banali che vengono utilizzate oggi praticamente in tutti i software in circolazione. Inoltre se "l'interoperabilita'" dovesse essere bloccata da brevetti su programmi ed il consumatore fosse spinto ad acquistare ed utilizzare sempre e solo prodotti della stessa azienda, vi sarebbero enormi conseguenze di carattere economico. Nessuna azienda deve poter costruire un monopolio tramite software brevettati. Una piccola ditta dovrebbe sostenere spese enormi, da una parte per non commettere alcuna violazione di brevetto e dall'altra per difendere in tribunale le proprie realizzazioni. La concorrenza allora non sarebbe piu' solo una questione di mercato, ma anche di tribunale. Pensiamo a tutti gli istituti di ricerca universitari o ospedalieri che oggi, grazie all'assenza di questa direttiva, conducono ricerche risparmiando sul software perche' usano quelli creati dagli istituti stessi (quindi gratuiti) o software alternativi dal costo molto inferiore rispetto ad es. a Microsoft. Senza i brevetti sul software l'Europa potrebbe mantenere bassi i costi, stimolare l'innovazione, migliorare la sicurezza e creare posti di lavoro. La Harward Busuness Review ha titolato " I brevetti sono bombe intelligenti" , io aggiungo " contro la possibilita' di fare interagire fra loro , attraverso la rete, culture e mondi fra loro lontani e differenti"
GUE/NGL PRESS OFFICE